I miei non avrebbero saputo fare di meglio. Adam avrebbe gradito.
Concerto Solo
La prima volta che assistetti (fico “assistetti”, ve’?) alla Nona di Beethoven avevo 17 anni, e seduto con me in prima fila per sbaglio, ma manco troppo, c’era il Sorcio. All’Auditorium di via della Conciliazione. Io avevo su un doppio petto cammello di mio padre che mi stava tre volte, Luca invece aveva la giacca della prima comunione, che gli andava a pennello. Ci piacque moltissimo. Dirigeva Giulini.
Negli anni poi ho portato un sacco di gente ad ascoltare la Nona con me. Come se fosse una sorta di compito autoaffidatomi diffondere il verbo musicale più ascoltato e commercializzato del mondo. Che scemo!
Questa sera ad ascoltare l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti dal giovane Juraj Valcuha, nell’attesa un domani di portarci almeno uno dei miei figli (giuro che lo farò solo se me lo chiederanno. O se non mi diranno di no, va’), proverò una cosa nuova.
Ci andrò da solo.
“Sì,
chi anche una sola anima possa dir sua nel mondo!”
Bollicino
C’è una cosa che Kledi dice sempre quando lo intervistano come Testimonial di UNICEF Italia: “Nella vita ho avuto molta fortuna. Un po’ provo a ridarla indietro, per chi ne ha di meno”.
Bravo!
Fra Le Cose Che Vorrei
Roma, ottobre 2009
“Per chi guarda la tv anche se, ormai, non trasmette più.
Chiudi gli occhi, ma perché? Non lo sai che così puoi vivere di più…”
Contributors:
Capalbio – Brooks Brothers
Da Domani, Si Volta Pagina!
Cadiamo come mosche, chi prima chi dopo. Oggi tocca a Martino, 40 anni!
Proprio cinque anni fa cominciai a raccontare i miei amici partendo da lui. E l’ho raccontato anche in altre occasioni, alcune importanti altre meno.
Non dirò altro su questo caro amico vagabondo a cui piace tutto, tranne che non smetterò mai di ringraziarlo per quel week end di tanti anni fa, da soli nel suo buen retiro umbro in pieno inverno, con un vecchio giradischi a fare discorsi seri e ad ascoltare l’Inno di Keith Jarret. Uno di quei momenti in cui cambi, te ne accorgi mentre succede e ti piace. Punto.
La rete non nasconde nulla ed io conservo tutto, quindi gli auguri a Martino (che gli piace sempre come racconto le storie che mi riguardano) li faccio ascoltando una canzone che sembriamo noi due e copiaincollando una nostra vecchia chat.
Mi ero appena operato al naso, mi faceva un male cane e lui tentava di tirarmi su:
Per Me Una Margherita Classica
Espo il balduino ieri sera si è voluto far festeggiare.
Dopo un’indagine online, obbligato a scendere da quella parte di Roma dove vive, che Roma non è, ci ha dato appuntamento a “la gatta mangiona” di Monteverde (ok, si, Monteverde è Roma. Però, anche qui, c’è Roma e Roma…).
La pizza non era male, anzi. Però tutti gli osanna che ho trovato in rete a riguardo sono decisamente eccessivi.
Per nulla eccessiva, invece, è stata la Holliday & Brown che Marco ha rimediato. E come poteva esserlo, acquistata nel tempio romano (questo si) della cravatta?
Sul Provarci
Questo è un breve (ma quando mai!) post di servizio. Giusto per comunicare che sono soddisfatto di questa nuova veste del mio blog. E di questa sua nuova cadenza.
Ho aspettato molto prima di riaprirlo e non senza un po’ di paura. Paura di non poter stargli dietro come prima. Come quando fra il 2006 ed il 2009 ho conquistato orde di fan.
Ora penso di aver raggiunto ciò che volevo. Non più un diario della DeA life, con annessi e connessi. Non più uno sfogatoio dove magari accendere polemiche sterili con malcapitati commentatori (sempre meno politica, avrete notato…). Semplicemente una sorta di testata personale, dove affrontare di volta in volta, e solo in caso di ispirazione certa, argomenti per intero. Dal mio punto di vista.
Mi piace raccontare storie e mi piace raccontare per bene le persone che frequento. Forse si è capito che questa è la mia arte preferita. Poi raccontare le cose che combino, ma senza l’ansia del diario giornaliero. E poi, al netto della musica – sempre tanta (“al netto di” è un espressione fatta mia di recente. Molto in voga tra noi intellettuali) – piccole chicche sull’eleganza e sul Bello che ammantano il sottoscritto. Daddinismo puro.
Trovate anche meno notizie sui miniDeA, per i quali ho riservato l’ufficialità della rubrica su ITALIC (a proposito, vi è piaciuto l’ultimo articolo?).
Nel frattempo ho messo il pilota automatico al profilo facebook, del quale, con il tempo, mi convince sempre meno l’esclusività ad appannaggio degli “amici”. Ti parli addosso e parli solo con chi già ti conosce. Persino io che dell’onanismo virtuale (e non solo) sono un teorico da tempi non sospetti, trovo questa cosa ridondante. Molto meglio twitter, che infatti lì mi ci trovate sempre.
Insomma un tentativo, questo nuovo, di cavalcare e domare la mia ansia congenita. Una prova di rallentamento produttivo, per quelle che sono le mie cose. L’ennesima scusa, diciamo la verità, per giustificare un atteggiamento. Che poi è questo che cerchiamo tutti di fare, no? trovare una giustificazione a quello che diciamo, scriviamo, facciamo. Soprattutto quando quello che diciamo scriviamo e facciamo stupisce anche noi stessi. La differenza, per quanto mi riguarda, è che io devo giustificarmi pubblicamente, così sto meglio. Ecco, questo è il momento che potete far partire il video qui sopra. E sulle note di Brunori salutare questo post, onanista, di uno dei vostri blogger preferiti. E qui mi rivolgo a quella cinquantina di fedelissimi che dalle statistiche mi confermano che sia che piova, tiri vento, ci sia il sole o sia contento…tutti i giorni, almeno una volta al giorno, passano da queste parti. Difficile pensare che siano tutte maledizioni. Alcuni continuavano a passarci anche quando era tutto spento. Che solo questo basterebbe a mandare via ogni malinconia. Ma il condizionale, si sa, per un dandy è d’obbligo. Come il provarci.
Il riuscirci, invece, è per i nati giusti.
Ora via quindi, proviamoci! A ciascuno la sua verità, la sua dose di fantasia. E sorridiamo alla morte, che ci siamo rotti i coglioni di guardare Rai3.
Puoi Quasi Averlo, Sai?
Tempo fa ho visto su sky “Faccia d’angelo” con Elio Germano, la storia di Felice Maniero e della Mala del Brenta. Bello. E bravo Germano, come al solito.
Titoli di coda, la voce di Manuel (che a me farà venire in mente per tutta la vita mio fratello Nicola. Qualsiasi cosa succeda, per sempre) e mi paralizzo:
“Se un sogno si attacca come una colla all’anima, tutto diventa vero, tu invece no.”
La copio in fretta sul BB e la googlo subito. Ma niente.
Ora è uscita. Ed è un capolavoro.
La prima impressione, quella sera, fu che “Tu invece no” fosse riferito ad un amore impossibile. A risentirla ora, invece, sembra più riferito a Te stesso, che se sogni forte ce la fai, ma inevitabilmente perdi qualche pezzo per strada.
Poi prima è passata di qui @martoide, che sostiene che le due cose potrebbero coincidere. E mi ha convinto. Perché, come dice lei: “Gli Afterhours ci ricordano come al solito quello che non c’è.
Ma anche quant’è bello soffrire”.
Vero Nic?
Un Asino Travestito Da Leone
Questa sera la Brunori Sas è al Teatro Parioli di Roma, da poco diretto da Peppino De Filippo (e si vede…), per il Tour Acustico che gli ha visto levare i baffi.
Sarà bellissimo come al solito.
Il Gusto Dell’Amore
Correte a far sanguinare il vostro cuore. Vi farà bene.



